...

Rubrica per quelli che credono che i dettagli facciano la differenza, ma non hanno capito l'argomento principale.

09. DELL’ANNO CHE VORRÀ

di:

Allegria. Simpatia. Distopia. Rubo ad un giovane Jerry Calà, a sorpresa compagno di Bud Spencer nel film Bomber (1982, regia di Michele Lupo), il più conviviale “Caro amico, ti schivo…”. Nulla da dire al Dalla del capolavoro originario, ma le cose sembrano essersi complicate.

Oggi le cose stanno così: ci schiviamo. E sì, ci sei arrivato da solo: ci schifiamo. Bravǝ! Una pacca sulle spalle a te, amicǝ miǝ. Una prima soddisfazione in questo anno nuovo che non lasciava certo presagire che ce ne fosse già una. Forse la prima. A meno che tu, in questo gennaio infame, non abbia già firmato un contratto a tempo indeterminato, vinto il SuperEnalotto, scopato (il lui, la lei o i loro che sognavi di scopare).

A meno che tu, in questo gennaio che puzza di novembre pitturato di fresco, non ti sia già perso dentro un libro, dentro un film, dentro un supermercato. A meno che tu non stia leggendo un pezzo che vorrebbe dirti un sacco di cose ma il cui autore ha prestato il sacco a Babbo Natale (un film qualunque con Babbo Natale) e il tizio in questione non abbia dimenticato di restituirlo prima della stesura.

L’unico sacco al momento disponibile è quello del coroner e da fan di Quincy (la serie televisiva con Jack Klugman prodotta tra il 1976 e il 1983) me lo tengo stretto stretto fino a starci quasi comodo. D’altronde è mio, è su misura e ci sono le mie iniziali sopra. A meno che tu non sia un mio omonimo, o Fabio Volo, che cazzo te ne fai? Facciamo che ci distraiamo un po’, dai! Evitando magari la cosa del “tre volte Natale” perché noi siamo contro le lobby dei regali.

Qui nessuno ti regala più niente e annaspiamo come Johnny Depp fatto di adrenocromo nei panni di Raoul Duke in Paura e Delirio a Las Vegas (1998, regia di Terry Gilliam). La fregatura è che invece di perderci come si perde il Dr. Gonzo nella vasca con l’unico desiderio di ascoltare “White Rabbit” a volumi spropositati, il nostro bianconiglio (Alice nel Paese delle Meraviglie, 1951, Walt Disney Production) ci ricorda che è tardi. È tardi! È tardi! Come se davvero dovessimo fare chissà cosa se non vivere. Ma vivere significa avere il tempo per farlo, significa avere la coscienza per farlo. E qui spunta quello che i più egoisti chiamano addirittura “sano egoismo”.

Che bella che è l’auto-indulgenza quando non ci sta il tuo culo sulla graticola. E quella graticola è fatta di lancette e noi cerchiamo di stare in equilibrio soffiando sulle parti della nostra carne che inevitabilmente finiscono per bruciacchiarsi. Possiamo farcela.

E allora “Gloria e vita alla Nuova Carne!” (Videodrome, 1983, regia di David Cronenberg). Quanti Professor O’Blivion orbitano nell’etere della TV a noi contemporanea? Quanta perversa morbosità si annida nelle menti dei telespettatori? Quante stupide galline si azzuffano per niente (addio, Maestro!)? Che vita è quella in cui la progettualità ha ceduto le armi alla traballante consapevolezza che c’è poco da progettare, a meno che tu non sia Fabio Volo.

Se almeno la vita fosse un porno “L’anno che verrà” lascerebbe intendere, sotto i baffi alla John Holmes, che almeno potrebbe esserci un momento di piacere. Ma anche qui, sembra proprio che non ci siamo. Ho visto cancellarsi questo, questo e quest’altro sulla lista dei buoi propositi come Marty McFly, suo fratello e sua sorella nella foto che gli ricordava che la realtà non era quella in cui stava vivendo. Vogliamo tornarci? Ci toccherà darci da fare, caro anno nuovo.

Vieni qui, sediamoci e beviamo una volta, in quel poco di tempo che ci resta per le facezie. Parliamo seriamente. E ridiamone seriamente (un Joker qualunque, di un film con Joker qualunque).

Allegria. Simpatia. Distopia. L’anno che vorrà farlo sarà il benvenuto.

Agli esercizi fiscali, ai calendari spacciati gratuitamente alle casse dei supermercati e a chi parla di aumenti dell’IVA sugli alcolici, auguriamo di trovare presto la strada che porta Affanculo. Io sarò buono, promesso. E nel caso in cui non vi andasse di perdere altro tempo prezioso contattatemi in privato o scrivete a The Clerks. Vi mando volentieri la posizione.