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"Ledi emotional day" è la rubrica del ledi diario di bordo in una giornata gheriglio. Dentro è scatola delle meraviglie, non sai mai cosa aspettarti ma qualcosa è sempre lì a tremare nell'ombra.

Ledi emotional day #3

di:

Oggi ho rinunciato a un giorno di lavoro. Non posso permettermelo, ma io non faccio che concedermi insidiosi lussi senza mai finire né capire che peso avranno nel mio presente di un minuto fa e di un minuto tra poco. Cerco pateticamente la mia possibilità di esistere, ma è un pensiero che nasce da una trappola che mi sono preparata da sola. “La parte peggiore di te è la cosa migliore che hai”, me l’ha detto una mia amica, me l’ha suggerito il mio cuore, lo esige il mio corpo. Non so che dirvi amici, io penso sinceramente che il mondo faccia schifo e che non c’è posto per l’amore che è l’unica cosa presunta che dovrebbe farci stare bene. Quello, è solo una delirante catarsi, una nevrosi collettiva che affossa la nostra specie e la condanna a una feroce solitudine incondivisibile e imperscrutabile, ostacolando ogni tipo di “reale evoluzione”.

Io mi ricordo solo quello che mi è stato concesso di vivere quando ero piccola. Non sono nata per abuso di potere o utilitarismi di sorta. Sono nata perché due animali copulavano tanto costruendo una casetta e senza adottare bassezze confuse. È nostro dovere saperci selezionare e preservare da ciò che nello sviluppo ci distorce in modo irrimediabile per offrirci continuamente infelici sorprese, mai possibili da digerire. Siamo adattivi, ma cosa questo comporti è l’occulto su cui ancora si può sperare di passare il tempo che dalla culla, ci porta alla tomba. Non mi sento a mio agio con i miei simili che hanno acquisito l’arte dell’inganno.

L’essere poco convincenti davanti a chi trema può concedere il privilegio di sentirsi scaltri e superiori perché costruiti su modelli falsi e sordi rispetto a quello che risale gorgogliando dal profondo del nostro organismo. L’incapacità di separarsi è una delle più gravi disabilità che un genitore possa donare al proprio figlio. Dalla scelta di perpetuare morbosamente il contatto fisico e la presenza costante e l’incostanza di volare sopra i propri piedi, impone alla persona cucciolo il divieto all’autonomia. Creiamo così un percorso composto da mine umane anti uomo. Tra adulti non si conosce il pericolo dietro cui si cela l’incontro.

Tutti coloro che scherzosamente vogliamo considerare psicopatici o sopra le righe e che ci attirano nei momenti più vulnerabili della nostra vita (ovvero sempre), probabilmente sono stati cuccioli che hanno subito trattamenti inopportuni e mai puniti e mai svelati da chi li ha cresciuti (e questo è inevitabile ed è la copertina che tutti ci portiamo sulle spalle, chi più chi meno). E cercano a tentoni nel buio energie positive e si inventano competenze emotive che elargiscono con capriccio, e manipolano l’ambiente pensando di poter lasciare il proprio segno. Il peso della socialità può essere lieve, perché poi c’è anche chi resta fortemente attaccato all’animalità e non sposa forme etiche e di pensiero che bramerebbero di snaturare la natura. Gnegnegneregne. Che noia, ma che bello essere me. Sono felice.

Ma, shake the desease, e per tutti, c’è una chance anche quando le scialuppe sono sold out. Si conclude un anno non meno temerario del precedente. È il terzo anno in cui verso sangue, il mio. Nel 2020 è stato versato copiosamente dalle mie labbra, era il 7 dicembre. Nel 2021 è stato versato copiosamente dal mio naso, era il 21 settembre. Nel 2022 è stato versato copiosamente dalla mia testa, era il 23 febbraio. Cosa porterà questo sangue? Una nuova era per la pornografia audiovisiva dell’autocensura e dello spastico dimenarsi in giro lasciando in letargo la propria intelligenza? Il sangue è vita e la morte è vita. Io però non diventerò mai una patetica santona frikkettona che danza nuda in modo goffo e reclama a gran voce concetti, energie e manicaretti stomachevoli.

Resterò un ammasso di cellule che muoiono e rinascono continuamente, velocemente e porterò sempre il Marchese nel mio cuore, che di ogni cosa é bene il rigore e non la libertà. Chissà come vivremmo senza concetti di ponteggio, chissà come ci troveremmo. Io vorrei essere in un camerino di un negozio fico a New York, con un cazzo discretamente grosso e ingordo, a provare abiti scintillanti con la mia donna. Sarei un travestito da bagni pubblici, la renderei insopportabilmente felice, la scoperei tutti i giorni, avrei moltissimi soldi e questa sarebbe una delle ragioni per cui il nostro rapporto andrebbe avanti forsennatamente. Fumerei sigarette schivando il cancro sempre, andrei al cinema tutte le sere e fumerei sigarette con centinaia di bambini. Sarei un uomo in perpetuo movimento, desidererei essere povero per poter scrivere il mio libro di successo e non farei decine di figli lasciandoli nel mondo. Lei sarebbe sempre con me e ad un certo punto faremmo giri con sottomarini da luna park.

E poi, arriverebbe capodanno e andremmo a caccia di tartufi e porteremmo tanti cani in auto, una decappottabile. Ecco che arrivano correndo i conigli con la testa storta, ecco che lei corre gravida e mentre corre partorisce e i cavalli che le corrono dietro maciullano il cucciolo di uomo appena caduto fuori dal grembo, con gli zoccoli. E poi vedo ogni trucco che dietro il sipario di velluto, non vuole celarsi. Trova la gemma che ti volevo regalare, tu, lei, mia amata. Trovala e se non sarò li, a tenerti le fredde mani bianche, vorrà dire che non c’è mai stato amore nell’amarti, ma solo specchio di un raro candore destinato a fuggire altrove.

Tante persone hanno approfittato della mia disponibilità offuscata, della mia accessibilità puntualmente calpestata e io continuo a poter dire e ripetere e dire sempre: dite, ditemi di me e dite quel che vi pare. Tutto, va tutto bene, il mondo è un posto. Fare la vittima è buffo diletto di ogni contorta persona, ma non è il sentiero col paesaggio migliore. Si riesce a camminare anche più alti o più bassi o restare a mirare il cielo in una stanza. La retorica della colpa è sempre valida e obsoleta. Voglio vivere di ballo, di musica, di conversazione, perché sono schiava. Vorrei vivere senza di voi, ma questo non è consentito da Dio.

Dio ti prego proteggi la mia casa e tutte le persone a me care. Tienici lontano dal male e benedici la nostra stupida esistenza. È tutto così pazzamente solare e solo. Sarà un nuovo anno splendente e tutto tornerà al caos, o quello che riteniamo sia il caos. Niente può portare solo a niente e nel niente io resterò. La genetica e l’ambiente, l’estorsione e la derisione, le carezze e le disattenzioni. Scorri tempo, scorri e corri. Fuggi, fuggi via e non hai bisogno che te lo si ricordi, tu lo fai e basta. E non c’è motivazione e non c’è speranza: “il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi”.

La propagazione della specie non era indifferente ai greci, nonostante la pederastia fosse diffusa: per questo, il celibato, era proibito.

Cosa c’entra con quello che sto scrivendo? Nulla. E’ che a volte mente scrivo faccio delle pause e mi intrattengo con letture veloci. In questo caso specifico sto sfogliando “Strip Show” di lire 300, supplemento ai “Quaderni di Eros, pubblicazione mensile della casa editrice Edital, via Albano 6, Milano, iscritta al Tribunale di Milano il 5 novembre del 1969. Ci sono tante foto di donnine nude e vari paragrafi sulle perversioni sessuali. Dicembre, il mese così problematico e dolce, come il giorno del compleanno. Aspetto sempre la trasformazione, da brutto anatroccolo a meraviglioso cigno. I cigni sono bellissimamente cattivi. E le notti che passo curandomi con le carezze di chi scelgo sono le notti di cui avrò sempre fame, anche quando non le conoscevo. Non potendo stare sola cerco chi nutre la mia solitudine, chi la culla con il proprio interesse leale e non continuo, che ci mancherebbe altro, sempre lì vorrebbe cascare l’asino. Cascate di asini, scecchigni.

Artwork a cura di Timo Performativo