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Livori quotidiani, quelli classici. Solo che dalla routine quotidiana noi ne parliamo in termini social-musicali. Si, tutti fenomeni di costume più o meno italici ma soprattutto tratti dai usi e costumi dei social che provocano allergie, fastidi, singulti, movimenti peristaltici, etc. Ma si parla anche di tutte quelle musiche che fatichiamo ad accettare o non abbiamo più l’età per ritenere speciali: una scena che scena non è mai stata da qualche parte remota o nella città in cui si fatica a vivere. Figurati quella indipendente, che è tipo il mainstream ma con meno zeri nei cachet!
Riflessioni poco ponderate (si, il controsenso certo, ovvio), scritte a raffica durante insonnie da weekend, farmaci per il reflusso/gastrite inerenti il mondo della musica italico, i (mal)costumi dei social che sembrano l’avanspettacolo da tv locale di tanti anni fa.
Mi correggo: il cabaret è meglio di questa farsa imprenditoriale moderna, che va bene eh, ma vi state portando i coglioni con le pari opportunità che vogliono i poppettari (o polpettari secondo la terminologia catanese)dal basso che vogliono essere manipolati, ma compiacendosi.
Vabbè, ne leggete uno al mese dei LIVORI QUOTIDIANI.
Se non gradite questa rubrica all’interno di questa - suppongo - rispettabile webzine, lamentatevi con il caporedattore.
Questa è un’opera di fantasia. Nomi, personaggi, istituzioni, luoghi ed episodi sono frutto dell’immaginazione dell’autore e non sono da considerarsi reali. Qualsiasi somiglianza con fatti, scenari, organizzazioni o persone, viventi o defunte, veri o immaginari, è del tutto casuale.

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#02 Io sono il male

di:

Coordinate temporali: Fine Maggio, l’Eurofestival, il Maestro è andato via, il Maestro se n’è andato e non ritorna più e il treno delle sette senza lui è una autoclave di analfabeti funzionali privi di logica.

Ricordi facebook: il mio disco che ho fatto uscire l’anno scorso, i miei post promozionali, i ricordi del lockdown, la neoprimavera, gli amori perduti, le prime scottature.

Status Vaccinale: Per Aspera Ad Astra Zeneca TOTALE, sono vivo, i complottari non avevano ragione, la trombosi è verbale e no non sono diventato un supermagnete vittima dei ferrofluidi.
Ascolti attuali: Shaolin Afronauts e afro funk australiano d’assalto.

Mood:  Gli avvocati sono solo dei batteri saprofiti così come gli pseudo amici avvoltoi. You know who you are.


Cose buffe: le facce buffe con le linguacce buffe del chitarrista dei Maneskin e i rimproveri degli utenti Facebook che non capiscono la mia nuova versione Mai Dire Tv, anzi di Mai Dire Social, ovvero la mia nuova rubrica sociale di non ho capito bene cosa sui social.


Fastidi: i boomer pseudo anarchici che usano Facebook come tutti i cinquantenni che si rispettino che non sanno usare i social.


Ristori:  un altro sarebbe perfetto.


Citazioni:  “Ogni epigramma dovrebbe somigliare a un’ape; dovrebbe avere pungiglione, miele e brevità” [Marziale].

Cose che odio: no vax, complottari, sovranisti, esperti tuttologi di Facebook, i meme dei vecchi per i vecchi, gli economisti col master preso a Fondachello, gli ignoranti che credono a tutto quello che si dice sui media, i corrotti, gli evasori fiscali. Soprattutto gli evasori fiscali. Ah i concerti dei Boomer, ah, quelli che non mi fanno suonare alle serate troppo cool perché ne sanno di più e sono diventati direttori artistici col master preso sui social.

Cioè le solite cose ma aggiungo i pezzenti, si quelli che sperano di lucrare pure sui sentimenti.

PARTE SECONDA 

“ES IST VERBOTEN, SICH KURZ ZU FASSEN, SICH ABER FREI AUSZUDRÜCKE”.

Cosa ti interessa? Cambiare lo storytelling della cultura italiana.

Cosa detesti? iI vittimismo “socialogico” [ci sto scrivendo un libro sulla Socialogia] che ogni pseudo influencer esercita nella sua finestra sul mondo.

Cos’è un Influencer? Un figlio di puttana che fa soldi co nla  sperequazione dei desideri della “gggente” o meglio influenzando le masse con le sue speranza e la voglia di esistere e di essere migliore della massa informe che lo legge.

Dovresti scrivere questo articolo in forma più immediata e meno logorroica? No, ho chiesto una rubrica pseudo blog, va bene che dovrei scrivere frasette da max 160 caratteri stile post twitter, ma volevo un blog, doveva essere volutamente amatoriale e pieno di errori.

Sei invidioso? No, mi disturbano i miei simili volgari e gli atti che compiono (senza pietà) raccontando i loro drammi sui social.

Tu ti senti migliore? No, io sono morto, non esisto o meglio sono un prosumer inutile in questa melma culturale di seconda mano che è la cultura italiana.

Chi ti credi di essere? Non posso credermi, vorrei essere solo la casalinga annoiata che scende la spazzatura alle 10.30 del mattino in barba a qualsiasi regolamento comunale.

Cosa ti disturba? L’evasione fiscale.

Cosa ti disturba? I ristopoveretti che si fanno inculare dalla finanza e che invocano la pietas  del web sbagliando clamorosamente e autoflagellandosi con una shitstorm ineguagliabile autoprovocata. Se sei scemo e ti fai inchiappettare che colpa ne hanno i tuoi follower? Nessuna, sei uno sprovveduto, magari essere un po’ più accorti, no eh? Ma l’importante è fare la tv progressista. Bene ha fatto chi-sapete-voi a snobbare l’invito a tale trasmissione.
Cosa ti disturba? Chi non rispetta le leggi sul lavoro e sulle tasse, perché sono socialdemocratico quando mi conviene e credo in un welfare che tramite il tributo ci permetta di migliorare il mondo che ho attorno. Vengo dal sud, qui i servizi fanno cagare, per questo sogno un mondo efficiente, non me ne vogliano i nordici che vivono in un luogo efficiente. La Sicilia, o meglio il suo contenuto sociale, fa cagare.
Sei consapevole di quello che dici? Sì, è necessario, ne va della (mia)sopravvivenza, della mia salute mentale e del pianeta.

Perché insulti i vegani? Perché sono scemo e perché lo faccio solo sui social, avrei provato anche a essere vegetariano in passato, ma stavo rischiando la salute perché non riuscivo a mantenere una dieta equilibrata vivendo tutto il giorno fuori di casa.

Perché ci dovrebbe interessare? Perché ho commesso degli errori e nessuno ne dovrebbe commettere di simili?!
ll modo giusto del futuro qual è? Quello che vuole distruggere, far implodere, ricostruire, cancellare, farneticare, farci approdare nel XXIII secolo mentre Picard comanda l’Enterprise. Vorrei essere vulcanico, logico senza emozioni, mangiare un sacco di dietorelle alla faccia di sgarbi mentre bacio chi mi pare ma senza “dovermela spacchiare” e diventare una Terf.


Cosa ti disturba? Gli -ismi

Sei ripetitivo? Si, coazione a ripetere in loop.

Un disco che ti piace? I dischi degli Shaolin Afronauts.

Hai fatto un post su Iosonouncane? No, non ne ho bisogno. Chi lo fa è perché ha bisogno di condividere un fenomeno di costume che lo faccia esistere nella bolla social assieme ai suoi simili. Lo ascolterò fuori tempo massimo quando suonerà anacronistico farlo e quindi lo ascolterò veramente.

Ti piace la musica italiana? A tratti.

Odi la musica italiana? Abbastanza.

Cosa vorresti? 500 euro al giorno.

Cosa meriteresti? La morte nel sonno.

Cosa flagelleresti? Chi se la cerca da sempre: lo stato di Israele.
Cosa faresti dei tuoi 500 euro quotidiani? Mah, darei aiuti economici ai palestinesi.
Se fossi ricco? Armi ai palestinesi.
Cosa ti disturba? La repubblica Italiana, gli italiani, la cultura cattolica, lo storytelling culturale televisivo mediatico radiofonico a delinquere che inquina l’etere.
Sei capace di amare? Lo fummo tutti un tempo.

Sei verboso? Abbastanza.
Uno che sta antipatico ai molti e che ti fa simpatia? Capovilla.

Perché? Perché sta sul cazzo ai miei amici.

Come sono i tuoi amici? Convinti di essere intelligenti mentre sognavano solo di essere rockstar e non lo sono, nel mentre invecchiano e scassano la minchia con le loro posizioni esistenzialiste perdo insurrezionaliste. Sono costretto a ripetergli la battutaccia di un film d’azione coi mech che mi è piaciuto tanto la frase dice “Sei solo una testa di cazzo coi problemi col papà”.

TI piace Nick Cave? Il giusto ma mi disturbano i suoi epigoni italiani tant’è che non riesco ad ascoltarlo più.
Perché dai così potere al prossimo? Perché non li posso uccidere né riesco a cambiare il modo che hanno di narrare le cose?


Cos’è la rivoluzione? Una favola per parassiti mantenuti.

Cos’è la rivoluzione? Cambiare lo storytelling.


Cos’è la rivoluzione? Una parola con cui truffare i teen ager.

Hai avuto vent’anni? Oh si.


Come sono quelli che hanno vent’anni oggi? Meravigliosi.

Cosa ti disturba? Salvini e quelli che lo votano senza capire che sono manipolati come fanno certi insetti con la merda.


ll popolo è merda? Lo hai detto tu.

Chi ti credi di essere? Un coglione consapevole di esserlo.

Chi ti da fastidio? Chi si sente superiore ma ha il culo parato?

Cos’è la felicità? Di sicuro non è sedersi a un bar e ordinare uno spritzzz.

Cos’è la felicità? Pensare di aver detto qualcosa di diverso dai costumi dei tuoi simili anche soltanto per sentirti distaccato da loro.

L’omogeneità è male? Preferivo giovanotti in epoca pre no global, quindi certo.

Un cantante della scena italiana che non disprezzi? Ammiro Dino Fumaretto, i suoi testi e le sue canzoni sono la cosa più interessante che abbia ascoltato negli ultimi vent’anni.


Se non fai successo, perché suoni? Per farmi deridere da chi ascolta musica di merda ed evitarli quando li incontro per strada, perché non riesco a non farla, perché oltre al cibo non c’è soddisfazione nella vita.


Sei capace di amare? Quelle volte che è capitato me ne sono pentito, quindi sì.


Perché dovremmo leggere questo blog? Per noia o per deridermi, così poi litighiamo sui social e ci annoiamo meno.
Cos’è la noia? Quando ti costringono ad andare al bar tutte le sere per esistere.

Cos’è esistere? Per alcuni l’avere una narrazione all’avanguardia dei costumi attuali.

Cos’è un fenomeno di costume? I contenuti avulsi da spirito critico che ti propina il pensiero imperante?

Cos’è il pensiero imperante? What is cool.

Cosa desideri di più? L’estinzione della razza umana così com’è adesso. Ce ne vuole una nuova e con caratteristiche psichiche più evolute.

Cosa si fa nella tua città di bello? Si ostenta un disagio che a volte neanche si ha.

Com’è vivere in tali condizioni? Ehi, ma mi stai vedendo?

Il bue da dell’asino al cornuto? NO, il bue da del cornuto all’asino o forse è il cornuto a dare dell’asino al Bue. Vedi non si sta capendo più un cazzo, ma ciò che ci accomuna è il costume imperante, gli asterischi e le lotte di genere.


Tu sei Cis? No, sono una PIPPA.

Foto in evidenza di Mirko Iannicelli Art.