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Livori quotidiani, quelli classici. Solo che dalla routine quotidiana noi ne parliamo in termini social-musicali. Si, tutti fenomeni di costume più o meno italici ma soprattutto tratti dai usi e costumi dei social che provocano allergie, fastidi, singulti, movimenti peristaltici, etc. Ma si parla anche di tutte quelle musiche che fatichiamo ad accettare o non abbiamo più l’età per ritenere speciali: una scena che scena non è mai stata da qualche parte remota o nella città in cui si fatica a vivere. Figurati quella indipendente, che è tipo il mainstream ma con meno zeri nei cachet!
Riflessioni poco ponderate (si, il controsenso certo, ovvio), scritte a raffica durante insonnie da weekend, farmaci per il reflusso/gastrite inerenti il mondo della musica italico, i (mal)costumi dei social che sembrano l’avanspettacolo da tv locale di tanti anni fa.
Mi correggo: il cabaret è meglio di questa farsa imprenditoriale moderna, che va bene eh, ma vi state portando i coglioni con le pari opportunità che vogliono i poppettari (o polpettari secondo la terminologia catanese)dal basso che vogliono essere manipolati, ma compiacendosi.
Vabbè, ne leggete uno al mese dei LIVORI QUOTIDIANI.
Se non gradite questa rubrica all’interno di questa - suppongo - rispettabile webzine, lamentatevi con il caporedattore.
Questa è un’opera di fantasia. Nomi, personaggi, istituzioni, luoghi ed episodi sono frutto dell’immaginazione dell’autore e non sono da considerarsi reali. Qualsiasi somiglianza con fatti, scenari, organizzazioni o persone, viventi o defunte, veri o immaginari, è del tutto casuale.

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Livore Estivo 2024 – La Lunga Estate Dei Ritardati – Parte I

di:

Partiamo dall’idea che l’estate fa schifo e poi vomito  in modo casuale i pensieri che mi tormentano in queste torride sere estive. Sono circondato da eventi bizzarri, robe che non mi spiego. 

Un ministro della cultura ignorante che non sa manco la data di nascita di Galileo, la destra che prende piede, la gente che sembrerebbe abbia smesso di scopare e tutti che ci lamentiamo di chi non scopa. Poi la roba più cringe è threads, mio dio che merda quel social: è pieno di millenials e gen Z che cercano dopamina e consenso con post degni dello spirito della democrazia cristiana di altri tempi.

La paura di essere giudicati, il conforto di essere simili e con gli altri.

Il caso del bracciante Singh che perde un braccio e viene abbandonato. 

Al suo datore di lavoro lo avrei condannato per sempre a fare da assistente in un ospedale. Per fargli capire che con le vite umane non si scherza. Maledetto sia lui e chi come lui si approfitta di chi ha bisogno. 

Poi si aggiungono delle robe assurde, robe sulla città di Uruk, i giganti, il complottismo, cose senza capo né coda. La lega nord, becera, che cerca consensi tra i no vax e questi ultimi che sicuramente li votano.

Perlomeno la Le Pen ha perso.

Ah, la Russia che oscura i siti europei e gli spastici europei che gli danno ragione. 

Ma un mio amico oggi mi ha detto due cose importanti.

La prima:

“Sono convinto che l’ascesa di queste estreme destre in un po’ in tutto il mondo sia la figlia malsana della pandemia e delle teorie cospirazioniste antivacciniste”.

Si, Dario. È esattamente così. 

La seconda non me la ricordo ma era pregna come la prima.

Dal covid in poi le teorie cospirazioniste servono a manipolare i fragili e a portare voti. Cosa che conferma il libro che mi hai suggerito. 

Ne vedremo delle belle questa estate, già ne se ne vedono con la teoria delle scii kimiki in grande ripresa (la pioggia con sabbia artificiale e la polvere magnetica) e con la difesa delle destre populiste. Ho un sacco di conoscenti che si stanno avviando verso il declino cognitivo totale.

Odiare, odiare il caldo, la cenere vulcanica, la gente che non sa fare il suo lavoro, chi è ossessionato dal piacere al prossimo, nessuno che riesce a vivere un’esistenza ordinaria e piena di vita, tutti che cercano grandi svolte fortuna e gloria.

Fortuna e gloria. Pfui.

Purtroppo non esiste un algoritmo del dissenso ma solo ‘sta cagata del consenso.

Per fortuna ho roba in ballo, anche se non mancano le collere e le delusioni (non bisogna farsi mancare nulla, certo), ma la stanchezza accumulata è oramai atavica.

Piacere, Consenso, Gloria.

A scapito di curiosità, interessa, scambio, altruismo.

E chi non ne fa parte si sente male. 

Professore lei non sa 

Dice oggi Monica

Che la personalità

Se la può permettere

Se la può concedere

Solo una piccola élite

Il cantante, l’attore, etcetera, etcetera

Come dargli torto all’autore di questa canzone?

Poi ci stanno pure un un altro tipo di disagiati quelli a cui chiedi disponibilità per progetti che sono – anche – loro e non ti rispondono e temporeggiano, sol perché non vogliono rinunciare a nessuna opportunità di esposizione e bramano di fare tutto salvo poi fare incazzare il prossimo.

La dinamite ci vuole, la dinamite come dice quello lì.

Poi quelli che ti voltano le spalle perché altrimenti perdono consenso.

Amici e nemici, amiche e nemiche, c’è disagio. Forte.

Ad ogni modo questo è solo l’inizio di questo luglio infuocato, ritorno con live report fuori da ogni livore per Ellenic Music Festival e una capatina al Festivalle.

Non so se andare a vedere gli Explosions In The Sky, ad Ypsigrock, per quanto gli voglia bene negli anni mi stanno un po’ cascando dal cuore.

Ah, grandi i CCCP ma l’impianto sottodimensionato anche no.

A presto.

Immagine di copertina di Mirko Iannicelli.