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Domani potrete completare la distruzione del vostro mondo. Domani potrete cantare in paradiso sopra le rovine fumanti delle vostre città terrene. Stasera però vorrei pensare a un uomo, a un individuo solitario, a un uomo senza nome né paese, un uomo che io rispetto perché non ha assolutamente niente in comune con voi: me stesso. Connessi & Commessi è una rubrica di voli pindarici, libri, scrittura, viaggi mentali e non, musica e paesaggi sonori.

Buggles: Anni Ottanta, Analogie ed MTV

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Il tempo e lo spazio

Ci sarà ancora tempo. Tempo per sbagliare, tempo per rimettersi in sesto, tempo per misurare altro tempo. Viviamo il presente, ma attraversiamo il futuro con consapevole distacco, con perduta percezione di ciò che è stato. Si tratta di spazio. La mente e la materia. L’abitatore della soglia. La dimora dell’essere. La desolazione in fondo al vicolo. Il diario minimo di uno scrittore affamato. Il tempo e lo spazio. Ci sarà ancora tempo. Questo è poco ma sicuro. Ci sarà tempo per leggere, tempo per ascoltare, tempo per sbagliare. Utilizzeremo il nostro tempo, il nostro giorno e il nostro spazio. Del tempo e dello spazio. Ma non sarà tutto una perdita di tempo. Ci saranno perdite, di urina, di saliva e di coercizione, ma ci saranno anche cose di cui diremo: era ora! Il fantasma dell’elettricità è passato all’unplugged e tutti i menestrelli hanno perso le corde e ora possono suonare solo fili d’erba, ammesso che gliene resti qualcuno, visto che fumano come dei dannati. 

Ci sarà ancora tempo. Tempo per osservare, per pensare agli errori, a quelli che faremo, a ciò che saremo, quando poi smetteremo di aver tempo. Ci sarà tempo per affilare i tuoi ruvidi artigli, per diventare sempre più villano e incivile, per attraversare questa epoca di lirico stupore e livido clamore. Ci sarà il clamore per i giochi e per i giorni che abbiamo sputtanato. Ci sarà gioia e ci sarà rimpianto. Perché è bene ci sia anche quello. Non puoi osservare solo un rosso tramonto mentre abbracci un sogno e una illusione. Mentre trascorri un po’ di tempo con la persona amata, mentre tutti quelli che ridono di te saranno lontani. Ma ci sarà tempo anche per loro. Ci sarà tempo per cambiare e per tornare a essere quello che eri un tempo, quello che hai rimpianto, stupidamente. Gli artigli si possono affilare sopra una superficie morbida, ma non c’è tenerezza nel vivere in maniera innocente e selvaggia. Ora il tuo pelo splende illuminato da questa luna di ghiaccio, ed è il primo giorno del nuovo anno felice. Siamo sopravvissuti ai nostri sogni, ai nostri desideri e alle nostre paure. 

Ora il passato è solo un sogno e il domani una visione ancora distante. Domani potrete completare la distruzione del vostro mondo. Domani potrete cantare in paradiso sopra le rovine fumanti delle vostre città terrene. Stasera però vorrei pensare a un uomo, a un individuo solitario, a un uomo senza nome né paese, un uomo che io rispetto perché non ha assolutamente niente in comune con voi: me stesso. Stasera mediterò su ciò che io sono, su quello che sono stato per la maggior parte del tempo. Torno indietro, solo con la mente, ma è già qualcosa, mi lascio trasportare dal ricordo e uso come mezzo per spostarmi, oltre alla memoria, il suono, la voce e gli strumenti che mi hanno accompagnato, lungo questo viaggio, per strada, fino al punto esatto dove mi trovo ora, in questa stanza, con questo laptop, che tengo acceso anche più del giusto, come estensione ormai definitiva della mia persona, di questa anima. 

Turbinando nel cerchio che si allarga | Il falcone non può sentire il falconiere

Le cose cadono a pezzi, il centro non può tenere. Pura anarchia dilaga nel mondo

La marea insanguinata s’innalza e dovunque | La cerimonia dell’innocenza è annegata.

I migliori mancano di ogni convinzione mentre i peggiori sono pieni di intensità appassionata.  

(William Butler Yeats)