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Raccomandazioni #26 : Slow Girl per riscoprire i VIA FONDO

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Cerchiamo sempre la novità, proviamo a scovare l’ultima uscita, una ricerca continua per dire qualcosa che non è già stato detto. Ma la novità è migliore di per se? Il nuovo è sempre raccomandabile? Certamente no. Ogni tanto fa bene guardarsi in dietro e riesumare esperienze finite ma ancora valide.


Per questa raccomandazione proverò a fare così, spalleggiato da una nuova (ma vecchia) uscita di Zegema Beach Records. Infatti il 4 febbraio Zegema Beach ha pubblicato in una variopinta serie di cassette l’intera discografia dei VIA FONDO, intitolata Slow Girl. Di fila, partendo dalla prima uscita si trovano tutti i brani della band di Tierp (Svezia). Un totale di 23 canzoni provenienti da split, EP e compilation che hanno costruito i 7 anni di musica e concerti dei VIA FONDO.

Si parte veloci con i primi 4 brani travolgenti dell’EP omonimo uscito nel 2010. Il primo brano, Origami, vi motiverà ad attraversare tutta la discografia. Per i fan dello screamo di petto, sincero, questo disco/band fanno per voi. Per essere un primo disco suona già insolitamente bene, e non a caso. I VIA FONDO sono sorti dalle ceneri degli Anemone, con cui avevano già fatto pratica e nel 2010 piazzano questa prima uscita cavalcando l’ondata di ritorno dell’emo/screamo.
Passiamo poi al 2011 con l’uscita di un EP di soli due pezzi, uno per lato, ed è Tar. Questo titolo ci ricorda che in questi due pezzi il cantato è in svedese, mentre nel primo i VIA FONDO si erano presentati al mondo in lingua inglese. Un’ alternanza che continueranno per tutta la loro produzione. In Hals över huvud l’atmosfera è davvero catartica, mentre passando a Bortvändhet lo strumentale sembra voler dare un po’ di speranza, sempre sporcata dalle voci urlate.

Arriviamo ai brani di compilation/split Nya Utsikter Del 1, Nya Utsikter Del 2, Sincerely Wish You All Luck.. No, Wait e Humula per poi approdare al 12” Fast uscito a gennaio 2014. Trascinante lo strumentale all’inizio di Not yet che ci fa entrare in questo disco, seguito da una serie di stop/start che anticipano un brano pieno di sfaccettature, vari ritmi che si alternano a pause. E bisogna dargli anche il tempo per fare tutto ciò, non a caso è il brano più lungo del disco. Dopo Rovaniemi e Secrets anche Fast è finito e ci restano solo 3 anni. Ma già a maggio del 2014 i VIA FONDO tirano fuori forse la loro produzione più lunga Efter, Utan Under. In questi 8 brani la band si focalizza su quello contro cui vuole andare e quello che vuole supportare, parlando della società che li circonda. L’incredibile disegno in copertina simboleggia questi concetti, come loro stessi spiegano all’uscita del disco “Il disegno è un ritratto della società com’è oggi, dove alcune persone diventano perdenti e altre vincitori, e il fatto che questa nostra società ha molto bisogno di vinti e vincitori per mantenere l’equilibrio. Il buco nel terreno, sotto l’albero è il punto in cui entri in questo mondo e ti rendi conto che è praticamente impossibile avere successo senza sacrificare i concittadini. L’immagine è stata disegnata per cinque mesi e quindi ci sono molti aspetti diversi che puoi leggere e scoprire da solo…”. Anche in questo disco i VIA FONDO snocciolano una miscela di suoni violenti e allo stesso tempo dolci e carichi emotivamente.

Alla fine di questi 7 anni abbiamo Eight Feet Under, uno split di 8 gruppi provenienti da 4 nazioni e contenente 22 canzoni, due delle quali sono le ultime pubblicate dai VIA FONDO. Qui i suoni sono estremamente rarefatti, dopo i quali la band si dissolverà a sua volta. Un’ eredità niente male quella che ci lasciano Elina, Simon, Kim e Gustaa.