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Raccomandazioni #8 : II – Il sogno amaro dei Chivàla

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Spero tutti abbiate vicino o lontano persone con cui avete un’intesa, che vi capiscono e che capite, senza dover per forza dire tutto. Gli anni affinano il rapporto e sviluppano qualcosa di unico. Per fortuna il mondo sarà pieno di relazioni di questo tipo, ma almeno una di queste è in Puglia, a Bari. Lì ci sono cinque cuori che battono all’unisono. Dovreste vederli quando sono in giro e sul palco, una gang, un clan, un nucleo. Puoi ammirarli da fuori, ma non puoi entrare in quella cerchia costruita dalla passione e dal tempo. Questi sono i Chivàla.

La loro esistenza come gruppo è iniziata attorno al 2018, hanno esperienze pregresse in altre band ma da quando Chivàla è iniziato non si sono mai fermati. Il primo EP omonimo è uscito nel 2018, dopo uno split con Amitiè (Rhode Island), Lytic (New York) e Pique (New York) a maggio del 2019, a settembre dello stesso anno lo split con i romagnoli Suirami. L’anno scorso il terzo split, sta volta con i Reste (Illinois) e in fine quest’anno, il 23 luglio, quasi senza preavviso, esce II. Il secondo EP per i Chivàla. In questi 4 anni dal primo EP ne sono successe di cose, un po’ per tutti e un po’ per loro. Due tour italiani e non solo, di cui uno proprio con i newyorkesi Lytic, e nel mezzo diverse date dalle loro parti.

I Chivàla suonano post-hardcore e l’evoluzione del loro suono è scandita dalle varie uscite. Il timbro è sempre il loro, una grossa chitarra ti riempie le orecchie mentre la batteria e il basso portano in avanti il suono in un succedersi di parti che non torna mai in dietro. In “II” chitarroni e muri di suono lasciano di frequente il posto a sonorità più agrodolci, in cui arpeggi e note singole accompagnano cantato e stacchi. La voce, sempre più disperata, è quasi sepolta sotto la musica. Il risultato è un disco più emotivo/emozionale, complici anche i cori. Stavolta la forza del suono è coadiuvata dalla sensazione. Emerge un EP che trasmette più delle uscite passate.
I quattro pezzi hanno un tema universale, la separazione dovuta al lutto. La materia si trasforma in Lavoisier, e “il tremore” lasciato a coloro che restano si tramuta in “occhi da bambino, amore sovrumano”. Poi “mi perderò come cenere al vento, ora che so che il tempo è un istante” in Irreversibile. Ma riaffiora dal fondo di ogni canzone un sentimento positivo, “mi riprendo me stesso pezzo per pezzo” (Squilibrio), “sei fiore che nasce e mai più muore” (Primula).
L’uscita di questo disco è avvalorata da una cordata di etichette soprattutto estere (Boslevan Records, Clever Eagle Records, Les disques Rabat-joie, PIKE Records, Smelly CAT Records, SHOVE records, zilpzalp records, Yoyodynerecords, Protein Bar Records). Che dire, provatelo.